🟦 ONEWATER 2026: il Prof. Francesco Fatone su trattamento sostenibile e riuso sicuro delle acque
Il Prof. Francesco Fatone a ONEWATER 2026
Su invito del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Prof. Francesco Fatone, Professore Ordinario presso l’Università Politecnica delle Marche e Coordinatore di WWEELab | Water and Waste Environmental Engineering Laboratory, ha partecipato a ONEWATER | EuroMediterranean Water Forum 2026, svoltosi a Roma presso La Nuvola dal 29 settembre al 2 ottobre 2026.
La partecipazione si è inserita nella sessione “Water, Land, and Infrastructure: Geologists and Engineers for Safety and Sustainability”, promossa congiuntamente dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Consiglio Nazionale dei Geologi, dedicata all’integrazione tra competenze tecniche, scientifiche e istituzionali per affrontare le sfide della gestione idrica nel contesto mediterraneo.
Trattamento sostenibile delle acque reflue e riuso sicuro
Nel corso della sessione, il Prof. Fatone ha presentato il contributo:
“Sustainable wastewater treatment and safe reuse in Italy: current scenario and future challenges”
L’intervento ha affrontato il ruolo del trattamento sostenibile delle acque reflue e del riuso sicuro come strumenti strategici per rispondere alle nuove criticità della gestione della risorsa idrica in Italia e nel Mediterraneo.
Il tema si inserisce in un contesto caratterizzato da crescente vulnerabilità climatica e idrogeologica, riduzione della disponibilità idrica, maggiore frequenza di eventi estremi e necessità di adattare le infrastrutture ai nuovi scenari climatici.
Acqua, territorio e infrastrutture: un approccio integrato
La sessione ha posto al centro la necessità di superare una gestione frammentata della risorsa idrica, favorendo una maggiore integrazione tra geologia, ingegneria, monitoraggio, pianificazione e governance.
Tra gli obiettivi principali del confronto:
- promuovere la cooperazione interprofessionale tra geologi e ingegneri;
- definire strategie per la transizione idrica;
- valorizzare il riuso delle acque reflue trattate;
- rafforzare il monitoraggio delle risorse idriche e delle falde;
- adattare le infrastrutture ai cambiamenti climatici;
- sviluppare modelli di governance e finanziamento a supporto della resilienza idrica.
Ricerca scientifica e professioni tecniche per la resilienza idrica
Il confronto tra università, professioni tecniche e istituzioni rappresenta un elemento chiave per affrontare in modo efficace le sfide legate alla sicurezza del territorio e alla gestione sostenibile delle risorse idriche.
La collaborazione tra Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Consiglio Nazionale dei Geologi rafforza il valore multidisciplinare dell’iniziativa, creando uno spazio di dialogo tra competenze scientifiche e professionali.
In questo contesto, la partecipazione del Prof. Fatone valorizza il contributo dell’Università Politecnica delle Marche e di WWEELab sui temi del trattamento avanzato delle acque, del riuso, della resilienza infrastrutturale e della transizione verso sistemi idrici più circolari e sostenibili.
Verso una nuova gestione della risorsa idrica nel Mediterraneo
Il bacino mediterraneo rappresenta oggi uno dei territori maggiormente esposti agli effetti del cambiamento climatico. La gestione della risorsa idrica richiede quindi una pianificazione sempre più preventiva, basata su dati, monitoraggi, innovazione tecnologica e cooperazione interdisciplinare.
Il riuso sicuro delle acque reflue trattate, l’ottimizzazione dei sistemi di distribuzione, la ricarica controllata degli acquiferi e lo sviluppo di infrastrutture resilienti costituiscono strumenti sempre più centrali per garantire sicurezza idrica, sostenibilità e adattamento climatico.
Ricerca, competenze tecniche e governance diventano così elementi complementari per costruire sistemi idrici più resilienti, circolari e capaci di rispondere alle esigenze future dei territori.
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