🟩 Crisi del riciclo delle plastiche | Il Prof. Francesco Fatone ospite del TG3 Marche
Il Prof. Francesco Fatone, Professore Ordinario presso l’Università Politecnica delle Marche e Coordinatore di WWEELab | Water and Waste Environmental Engineering Laboratory, è intervenuto al TG3 Marche per approfondire la crisi che sta interessando la filiera del riciclo delle plastiche in Italia e in Europa.
Al centro dell’intervista, le difficoltà che stanno attraversando gli operatori del settore e una distinzione fondamentale per comprendere il fenomeno: non siamo di fronte a una crisi della raccolta differenziata, ma soprattutto a una crisi del mercato della plastica riciclata.
La raccolta continua e gli impianti dispongono della capacità tecnica necessaria per riciclare. La criticità emerge soprattutto a valle della filiera, quando la materia riciclata fatica a trovare uno sbocco economicamente sostenibile sul mercato.
La crisi del mercato della plastica riciclata
La filiera europea del riciclo sta attraversando una fase particolarmente complessa, caratterizzata dalla debolezza della domanda di materiali riciclati, dagli elevati costi energetici e operativi, dalla volatilità dei prezzi della plastica vergine e dalla concorrenza di materiali importati a prezzi inferiori.
Quando diminuisce la domanda di materia seconda, i riciclatori riducono l’utilizzo della propria capacità produttiva e il ritiro del materiale proveniente dagli impianti di selezione rallenta. La raccolta differenziata, tuttavia, continua e gli accumuli finiscono così per risalire progressivamente lungo la filiera.
Come evidenziato dal Prof. Fatone durante l’approfondimento, il passaggio decisivo è quindi quello dal rifiuto alla materia: l’economia circolare non può considerarsi conclusa con la sola raccolta differenziata, ma richiede che i materiali recuperati riescano effettivamente a rientrare nei processi produttivi.
Dalla capacità di riciclo alla domanda di materia seconda
Una delle questioni centrali riguarda proprio la necessità di creare una domanda più stabile e prevedibile di plastica riciclata.
Negli ultimi anni le politiche europee hanno progressivamente costruito obiettivi di raccolta e riciclaggio. Il nuovo quadro normativo interviene sempre più anche sul lato della domanda, attraverso obblighi relativi all’impiego di contenuto riciclato nei nuovi prodotti.
In questa prospettiva assume particolare importanza il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), che introduce target differenziati di contenuto minimo di plastica riciclata post consumo negli imballaggi.
Obiettivi di riciclo e obblighi di contenuto riciclato svolgono infatti due funzioni differenti ma complementari: i primi contribuiscono a creare l’offerta di materia seconda, mentre i secondi possono contribuire a costruire un mercato in grado di assorbirla.
Riciclo delle plastiche tra politica ambientale e politica industriale
La crisi attuale evidenzia come il riciclo delle plastiche non possa essere considerato esclusivamente una questione ambientale.
Competitività industriale, costi energetici, importazioni, tracciabilità dei materiali, investimenti e funzionamento del mercato europeo delle materie prime seconde sono elementi sempre più interconnessi.
La sfida è quindi creare condizioni capaci di rendere stabile, competitivo e strategico l’utilizzo dei materiali riciclati, evitando che una fase di difficoltà economica comprometta capacità industriali che saranno necessarie per raggiungere gli obiettivi europei dei prossimi anni.
Come sintetizzato nel corso dell’intervista, il riciclo della plastica è insieme politica ambientale e politica industriale.
Ricerca e innovazione nelle Marche | Il progetto SYSTEMICO
L’intervento al TG3 Marche ha permesso anche di guardare alle prospettive di medio e lungo periodo e alle attività di ricerca e innovazione sviluppate sul territorio.
Nelle Marche, il progetto europeo Horizon Europe SYSTEMICO inserisce il territorio di Fermo e la Regione Marche nel quadro della Circular Cities and Regions Initiative (CCRI), sperimentando un modello regionale integrato di circolarità e decarbonizzazione.
Un ruolo centrale è svolto dal Centro Integrato di Gestione dei Rifiuti di Fermo, gestito da ASITE, dove per la filiera delle plastiche si sta lavorando in fase prototipale su soluzioni basate su sensori IR/NIR, riconoscimento digitale, robotica e intelligenza artificiale per migliorare la precisione della selezione e la qualità delle frazioni recuperate.
L’obiettivo di lungo periodo è contribuire anche alla costruzione di filiere più corte, capaci di avvicinare il recupero della materia seconda al suo successivo utilizzo nella manifattura e di favorire nuove forme di simbiosi industriale sul territorio.
È tuttavia fondamentale distinguere gli orizzonti temporali: innovazione, digitalizzazione e nuove filiere rappresentano una risposta strutturale di medio e lungo periodo e non possono essere considerate la soluzione immediata agli accumuli che stanno interessando oggi il settore.
Guarda l’intervento del Prof. Francesco Fatone al TG3 Marche
L’intervento televisivo approfondisce le principali cause della crisi e le prospettive necessarie per rafforzare la competitività e la sostenibilità della filiera del riciclo delle plastiche.
Guarda il video dell’intervento sul canale YouTube di WWEELab:
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