WHO 2026: nuove linee guida per la qualità e la sicurezza dell’acqua potabile
La World Health Organization | WHO ha pubblicato l’edizione aggiornata delle Guidelines for Drinking Water Quality, uno dei principali riferimenti internazionali per la protezione della salute pubblica e la gestione della sicurezza dell’acqua potabile.
La nuova pubblicazione incorpora il primo, secondo e terzo addendum della quarta edizione e aggiorna il quadro scientifico e operativo dedicato alla gestione dei rischi associati all’acqua destinata al consumo umano. Il documento comprende inoltre numerosi aggiornamenti e documenti tecnici WHO pubblicati nel 2025.
Un riferimento particolarmente rilevante per le attività di ricerca di WWEELab | Water and Waste Environmental Engineering Lab dell’Università Politecnica delle Marche, soprattutto per quanto riguarda gestione del rischio, riuso dell’acqua, contaminanti, resilienza climatica e protezione della salute.
Dalla qualità dell’acqua alla gestione del rischio
Uno degli elementi centrali delle linee guida WHO è l’approccio preventivo alla sicurezza dell’acqua.
La valutazione della qualità finale rimane fondamentale, ma viene inserita all’interno di una strategia più ampia di risk assessment e risk management, capace di considerare l’intero sistema idrico e di identificare i possibili pericoli prima che questi possano tradursi in un rischio per la salute.
Il documento approfondisce, ad esempio, la relazione tra qualità dell’acqua grezza, prestazioni richieste ai processi di trattamento, esposizione e rischio sanitario attraverso metodologie quantitative applicate a differenti patogeni.
La sicurezza dell’acqua diventa quindi il risultato di un processo integrato di prevenzione | monitoraggio | valutazione | gestione del rischio.
Water reuse e sicurezza sanitaria
Il riuso dell’acqua rappresenta un tema sempre più importante nella gestione sostenibile delle risorse idriche, soprattutto in un contesto caratterizzato da scarsità idrica, crescente pressione sulle risorse naturali e cambiamento climatico.
L’approccio basato sul rischio assume in questo contesto un ruolo fondamentale per valutare la qualità dell’acqua e individuare condizioni e limitazioni appropriate per differenti scenari di riuso.
È un ambito direttamente collegato anche alle attività di WWEELab. Nel progetto europeo WATERUN, ad esempio, UNIVPM guida lo sviluppo di un risk based Decision Support System per la gestione e il riuso delle acque di runoff urbano, integrando valutazioni del rischio ambientale e sanitario e metodologie quantitative come QMRA e QCRA.
La gestione sostenibile dell’acqua richiede quindi non soltanto nuove tecnologie di trattamento, ma strumenti capaci di supportare decisioni basate su evidenze scientifiche.
Contaminanti e nuove sfide per la qualità dell’acqua
Le linee guida WHO raccolgono un ampio patrimonio scientifico relativo ai possibili pericoli microbiologici e chimici associati all’acqua potabile.
L’aggiornamento include documenti dedicati a numerosi microrganismi e patogeni di interesse per la sicurezza dell’acqua, tra cui Cryptosporidium, Giardia duodenalis, Legionella, Pseudomonas aeruginosa, norovirus, rotavirus e altri agenti microbiologici.
Monitoraggio, tecnologie avanzate di trattamento e valutazione del rischio diventano quindi componenti complementari di una stessa strategia di protezione della risorsa idrica e della salute.
Anche in questo ambito WWEELab ha sviluppato negli anni attività scientifiche dedicate alla qualità delle acque, al trattamento e al riuso, comprese ricerche sul controllo della contaminazione microbiologica e sulla rimozione di microcistine negli impianti di trattamento dell’acqua potabile.
Cambiamento climatico e resilienza dei sistemi idrici
La sicurezza dell’acqua deve essere considerata anche alla luce degli effetti del cambiamento climatico.
Scarsità idrica, eventi meteorologici estremi e modificazioni delle condizioni ambientali aumentano la necessità di sviluppare sistemi idrici più resilienti e strategie integrate per la gestione della risorsa.
Questa prospettiva è fortemente collegata alle attività di WWEELab e a diversi progetti di ricerca europei che affrontano il rapporto tra acqua | clima | ambiente | salute | resilienza.
In CARDIMED, ad esempio, le attività sono orientate alla costruzione della resilienza climatica nelle regioni mediterranee attraverso Nature Based Solutions, strumenti digitali, partecipazione dei cittadini e strategie multi stakeholder.
Comunicare la sicurezza dell’acqua
La gestione della sicurezza idrica non riguarda esclusivamente tecnologie, analisi e monitoraggio.
Un elemento particolarmente significativo delle Guidelines riguarda infatti il ruolo della comunicazione e del coinvolgimento degli stakeholder.
Trasformare dati e risultati scientifici in informazioni comprensibili e utilizzabili permette di supportare le decisioni di gestori del servizio idrico, autorità pubbliche, istituzioni, professionisti e comunità .
La comunicazione scientifica diventa quindi parte del processo attraverso cui la conoscenza prodotta dalla ricerca può generare un impatto concreto.
È un approccio che trova applicazione anche nei progetti di ricerca WWEELab, dove co creation, coinvolgimento degli stakeholder, trasferimento delle conoscenze e comunicazione dei risultati rappresentano strumenti fondamentali per favorire l’adozione e la replicabilità delle soluzioni sviluppate.
Dalla ricerca all’impatto
Le nuove Guidelines WHO confermano una visione della sicurezza dell’acqua sempre più integrata.
Qualità dell’acqua | gestione del rischio | tecnologie di trattamento | riuso | resilienza climatica | comunicazione
sono elementi che devono essere considerati all’interno di una strategia comune.
Una prospettiva che riflette molte delle attività sviluppate da WWEELab nell’ambito della ricerca nazionale ed europea, con l’obiettivo di trasformare conoscenza scientifica e innovazione tecnologica in strumenti concreti per sistemi idrici più sicuri, resilienti e sostenibili.
🔹Dalla sicurezza dell’acqua alla salute pubblica | Dalla ricerca all’impatto.
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